In questo periodo di sospensione del normale svolgimento di qualsiasi attività le famiglie si sono ritrovate a vivere un tempo “nuovo” in spazi che normalmente vengono vissuti ma non a pieno ritmo come in questo momento.
Sia per gli adulti che per i bambini è stata modificata la propria routine abituale precedentemente scandita da ritmi precisi e ripetitivi che si ripresentavano quotidianamente. In questa sospensione e stravolgimento del tempo di ognuno è sorto il bisogno, la necessità di ristrutturare il tempo della propria quotidianità, per scandire le giornate e rivedere il proprio tempo.

Gli adulti si sono ritrovati ad affrontare nuove fatiche date dal dover conciliare il proprio lavoro, che sia esso in smart working o rimasto invariato, con il dover occuparsi dei loro figli 24h su 24h dividendosi tra momenti di cura, didattica a distanza e organizzazione della propria casa. Conciliazione che per molti risultava essere difficile già prima del covid-19 ma che a maggior ragione risulta esserlo adesso. E per i bambini?
Questo tempo sospeso ha comportato notevoli cambiamenti anche per i bambini che nonostante l’attivazione di questa didattica a distanza li ha ugualmente privati della possibilità di farlo in uno spazio pensato e con modalità consone. Li ha privati di tempi, spazi e relazioni per loro preziosi ma al contempo hanno avuto modo di trascorrere del tempo importante con le proprie famiglie che prima era destinato ad una piccola parte della giornata poiché siamo tutti abituati a vivere una vita frenetica e piena di impegni.
I servizi educativi e le scuole non si sono fermate ma hanno dovuto reinventarsi cercando di non perdere la propria identità, continuando a coltivare relazioni di qualità che già vi erano in presenza, ponendosi in ascolto e cercando di arrivare a tutti per far sentire la propria vicinanza e presenza, capire ciò di cui avessero bisogno bambini e famiglie tenendo conto dei nuovi confini attivando strategie e metodologie differenti, diversificando.
Una grossa difficoltà è data proprio dal non riuscire a raggiungere tutti in egual modo o meglio avere l’aspettativa di riuscire a farlo ottenendo da tutti un rimando. In realtà anche in presenza sorge questo problema, solo che si amplifica ancora di più con questa distanza.
“Non si deve sempre avere lo stesso tipo di risposta da tutti quanti, ma la nostra responsabilità è riuscire a prendere contatto, raggiungere le persone per sapere anche solo se stanno bene” .Monica Guerra
Francesca