
Il termine ‘oggetto transizionale’ è stato coniato da Donald Winnicott, un pediatra britannico che studiò attentamente le prime relazioni del bambino e il rapporto che quest’ultimo instaura con la propria mamma. Secondo il pediatra, la madre “sufficientemente buona” è quella che si adatta totalmente ai bisogni del bambino e ne sostiene l’onnipotenza, ossia dà al bambino l’illusione di poter creare una realtà esterna che risponda magicamente ai suoi bisogni.
Successivamente però, la madre deve gradualmente venire meno a questo adattamento, per far sì che il bambino si emancipi dallo stato di fusione con essa e concepisca l’esistenza di un “non-me”.
È inevitabile che gradualmente la mamma e il bambino si allontanino fisicamente, si pensi all inizio di un percorso educativo in un nido, oppure quando ci si relaziona con altre persone, quando lo si lascia dai nonni. Insomma compiere questo difficile viaggio sia per il bambino che per la mamma non è facile.
Winnicott definisce con il termine “oggetti transizionali” proprio quegli oggetti particolari, come ad esempio una copertina o un pezzo di stoffa o un pupazzo, che rappresentano “la transizione del bambino da uno stato di essere fuso con la madre ad uno stato di essere in rapporto con la madre come qualcosa di esterno e separato” .
Ecco perche sono importanti questi oggetti. Per il bambino, avere con sè un qualcosa di famigliare, che sa di casa, che lo consola e resta vicino al suo cuore, è un aiuto per affrontare situazioni nuove e sconosciute.
Seguirà la sua crescita, se prima sarà magari solo un sostegno o una consolazione, con il tempo e con l evoluzione cognitiva e linguistica del bambino, diventerà un vero compagno di gioco e di avventure.
Accade quindi che il bambino voglia avere con se sempre il suo orsacchiotto, il suo oggetto transizionale; vuole portarlo all asilo, vuole dormire con lui, non esce di casa senza la sua presenza.
È perciò importante per chi si prende cura del bambino, aiutarlo in questa prima fase di resilienza e di adattamento al mondo estraneo da tutto ciò che è l abbraccio di una mamma, di una famiglia calda e sicura. È una fase di crescita in cui non ci resta che seguirlo in questi suoi primi passi, ma in modo più consapevole.
Abbiamo scoperto e letto un libro che potrà esservi utile, nel caso vorreste approfondire l argomento, il titolo è questo qui: “In Principio era l’orsacchiotto” di Tilde Giani Gallino.
Martina