Non importa dove, se ho con me un libro

Al nido la lettura fa ormai parte delle attività consuete, poiché è convinzione ormai solida che il piacere di leggere si possa promuovere fin da età molto precoci, anche quando il bambino è in fase preverbale.

Ma perché proprio il libro? Quali sono le sue reali potenzialità?

Aiutare il bambino a comprendere le proprie emozioni, a dar loro un nome, ad imparare a riconoscerle al fine di gestirle, sono tutte abilità che necessitano cura e attenzione da parte dell’educatrice o da chi si prende cura di lui.

La narrazione di storie e fiabe aiuta a dar voce a ciò che il bambino ha dentro di sé;  costituisce in primis un’ottima base per parlare di emozioni e di relazioni con i bambini molto piccoli; si dice che abbia una funzione di alfabetizzazione emotiva.

I libri vanno perciò scelti con cura. Il linguaggio deve essere per il bambino il più accessibile, semplice e legato alla fantasia.  La fiaba accompagna chi ascolta, chiarisce i propri processi interiori, accompagna in una dimensione psicologica stimolando la propria capacità di interpretare la realtà. I personaggi devono essere chiari e ben delineati. Il bambino trova in questi ultimi vari simboli attraverso cui dare un nome alle proprie emozioni, rendendole comunicabili.

Una delle caratteristiche di un buon racconto da proporre ai bambini al nido è la presenza di una trama semplice e lineare; deve essere presente una situazione iniziale, un problema da risolvere, uno svolgimento ed un lieto fine. La trama deve essere accompagnata da immagini e disegni che favoriscano la comprensione del racconto. In un libro scritto per bambini molto piccoli, il modo in cui vengono rappresentati i personaggi di una storia risulta fondamentale per la comprensione: è possibile comunicare al bambino la trama e gli stati d’animo di un personaggio attraverso le espressioni dei visi rappresentati, la grandezza delle immagini e l’uso del colore.

Non è necessaria solamente una buona rappresentazione ideografica, ma anche la modalità di lettura è una delle variabili che influisce sulla riuscita di una buona ed efficace narrazione. Il ruolo dell’adulto risulta centrale nel mediare tra il racconto e il bambino. È importante che l’adulto racconti le fiabe invece che leggerle, utilizzando la fantasia, trasportando il bambino trasmettendogli il piacere della partecipazione emotiva. In questo modo è possibile creare un’atmosfera magica e intima, basilare per una tranquilla ed efficace narrazione. Il bambino deve potersi identificare con un lettore coinvolto e appassionato, che esprima liberamente le proprie emozioni suscitate in lui dal racconto.

Quando si propone un libro è utile che l’adulto conosca già il testo, per poter accentuare dei particolari salienti, cambiare l’intonazione nei momenti cruciali ed enfatizzare le parole. L’adulto dovrà associare le parole al linguaggio mimico e gestuale; dovrà porre al bambino delle domande lungo il racconto, aiutandolo a soffermarsi su alcuni nodi importanti della vicenda, potrà attirare l’attenzione su immagini piuttosto che altre, stimolandolo a connettere situazioni ed emozioni.

Abbiamo per fortuna una letteratura molto vasta di albi ben illustrati, alcuni conosciuti da tutti, altri che meritano di essere conosciuti più a fondo.  In questo piccolo spazio dedicato ai libri d’infanzia, seguiremo e analizzeremo insieme alcuni albi ‘must have’, legati a tematiche diverse, alla diverse tappe della vita del bambino, alle sue emozioni.

Ci sarà un punto fermo, in ogni libro che analizzeremo, l’importanza della Parola. La parola letta nelle illustrazioni di un bel libro, immaginata, fantasticata, ricostruita nella mente del bambino, può diventare un gioco e al tempo stesso piacere di scoperta. È la parola che inventa, che costruisce, che anima il pensiero infantile, evocando emozioni, sciogliendo paure, rallegrando e divertendo, pagina dopo pagina.

Martina

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