Il ruolo a cui l’adulto deve adempiere è quello di facilitatore, ovvero durante lo svolgersi del gioco deve partecipare sostenendo le azioni del bambino, rinforzando e sostenendo ciò che decide di fare.
Questo è ciò che Bruner definì “Scaffolding”; tale termine indica l’azione di supporto che l’adulto offre al bambino, osservando costantemente i suoi bisogni affinché la risposta sia adeguata. Durante lo svolgimento del gioco, l’adulto che sostiene, non deve sostituirsi al bambino ma affiancarlo lasciando ad egli la guida del gioco; è possibile aiutare i bambini ad elaborare il gioco tramite la proposta di idee e l’aggiunta di nuovi materiali.

Il compito principale al quale l’adulto deve rispondere è la valutazione dell’ambiente fisico in cui il gioco andrà a svolgersi. È perciò necessario sistemare adeguatamente lo spazio in modo tale che stimoli l’esplorazione dei materiali messi a disposizione. L’ambiente dev’essere rilassato, ci dev’essere un’atmosfera di libertà al fine di permettere al bambino di creare in autonomia il suo gioco. A tal proposito, i giochi e i materiali devono essere a loro portata affinché possano scegliere liberamente ciò con cui giocare. L’adulto, quindi, deve dimostrare accettazione e sostegno nei riguardi delle azioni intraprese dal bambino, anche senza partecipare attivamente al gioco, lo incoraggia e supporta verbalmente ed emotivamente.
“E’ necessario che l’insegnante guidi il bambino, senza lasciargli sentire troppo la sua presenza, così che possa essere pronto a fornire l’aiuto desiderato, ma senza mai essere l’ostacolo tra il bambino e la sua esperienza”.
Maria Montessori
Francesca