Claude Boujon
Età lettura: dai 3 anni

Claude Boujon, favolista nato a Parigi nel 1930, è un premiato autore e illustratore di letteratura per l’infanzia in lingua francese. Tra i suoi libri più famosi, non si può non considerare La sedia blu, edita da Babalibri nel 2011.
La storia narra di due simpatici cagnolini, Bruscolo e Botolo, che passeggiano annoiati nel deserto e all’improvviso si imbattono in una sedia blu. Non bisogna attendere molto prima che essa diventi per loro la miglior compagna di giochi con cui vivere fantastiche avventure. Per i due personaggi infatti “la sedia è qualcosa di magnifico. Si può trasformare in una slitta, in un camion dei pompieri..” ; almeno fino a quando non arriva un cammello, che avvicinandosi urla in faccia la propria razionalità: “una sedia è fatta per sedersi!”.
Una storia illustrata con disegni stilizzati e dai colori tenui, dominati dal giallo del deserto e il blu in netto contrasto della sedia, efficacissimi per lasciare libero corso alla fantasia e all’immaginazione.
Il libro propone al bambino un viaggio nella mente, accompagnandolo e trascinandolo in un mondo molto più colorato e ricco di quello che si è abituati a vedere con lo sguardo adulto, di un cammello. La lettura è scorrevole, poco impegnativa sul piano lessicale e grammaticale, e adatta sia a bambini più grandi, sia a quelli alle prime armi con la parola.
Il libro si presta a numerose attività e percorsi didattici; riflettere insieme e proporre ai bambini oggetti non strutturati da la possibilità all’educatrice o a chi si prende cura del bambino di osservare le interazioni, le modalità di gioco messe in atto con il materiale, ed esplorare così il loro mondo interno, sollecitando e mantenendo accesso il fuoco dell’immaginazione.
La potenzialità di questo libro risiede infatti nel presentarsi come un testo semplice e allegro, improntato sulla fantasia dei bambini, che li porta a sviluppare creatività e intelligenza, e porta gli adulti a riflettere. Per i bambini il gioco è una delle attività cognitive fondamentali, e il ruolo dell’adulto non dovrebbe essere quello di smorzare quella spensieratezza e quella fantasia che ogni bambino possiede, ma di promuoverla. Il gioco è indispensabile per lo sviluppo cognitivo dell’individuo, è attività cognitiva. Come sosteneva Bruno Munari, promuovere creatività ed immaginazione nella mente del bambino è una prerogativa necessaria affinché egli diventi un adulto felice, in grado di costruire il suo mondo, sperimentando liberamente emozioni, sentimenti, forme e valori. Il bambino creativo dotato di libera immaginazione di oggi, sarà l’adulto creativo e felice del domani.
E allora perchè non proporre un libro che alimenta e interroga la loro immaginazione?
Martina