La predisposizione degli spazi al nido

Lo spazio, in quanto maestro nascosto, ha un suo linguaggio silenzioso ma potente: influenza l’organizzazione del pensiero e del comportamento sociale, esprime valori, riflette idee e il progetto pedagogico e culturale di chi lo abita.

La qualità degli spazi deve essere al centro della regia degli educatori. Occuparsi dello spazio è il punto di partenza per avviare ogni progetto relativo ad un servizio per l’infanzia: spazi belli, curati, appropriati e coerenti con i bisogni delle bambine e dei bambini nel loro percorso di crescita. La costellazione di esperienze possibili offerte dall’ambiente promuove l’apprendimento esplorativo, l’orientamento, l’autonomia e la sensibilità estetica.

Lo spazio parla ai bambini ed è ai bisogni dei bambini che gli spazi devono corrispondere: luoghi ricchi di opportunità, che offrano materiali e occasioni in grado di stimolare l’agire dei bambini, luoghi caratterizzati, diversificati e leggibili che trasmettano il senso dell’accoglienza e del benessere. Uno spazio pensato deve saper accogliere il bambino fin dall’ambientamento mediante la predisposizione di proposte attraenti che favoriscano la sua curiosità.

Il senso dell’accoglienza deve trasparire nella cura degli arredi e degli oggetti: la cura è bellezza, ordine, attenzione ai dettagli, creatività e non costa nulla.

Lo spazio deve corrispondere al bisogno di sicurezza e di affettività caratteristico dei primi anni di vita. Uno spazio abitato dal bambino deve consentire familiarità, intimità e sicurezza come la casa, perciò è importante circoscrivere lo spazio, creare luoghi-tana in cui ci si possa sentire protetti, organizzare “angoli morbidi” con oggetti affettivamente rassicuranti. Inoltre è necessario dare identità agli spazi, specializzandoli rispetto alla funzione per dare una prevedibilità del loro uso e consentire una chiara lettura di quanto proposto nei momenti della giornata.

Infine il contesto deve sostenere e incoraggiare il bisogno di esplorare ed il desiderio di conoscere ciò che di nuovo sta intorno al bambino. Il legame che si crea con questi luoghi soddisfa bisogni psicologici di socialità e di appartenenza: lo spazio come ambiente ristoratore consente una regolazione emotiva e in quanto tale sostiene la dimensione sociale del gioco.

Silvia

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