Età di lettura: 3+
” Se ti fissano, lasciali fissare. Se sei nato per emergere non puoi passare inosservato”. Julia Roberts (dal film Wonder)

Il libro che conosciamo oggi è il Pentolino di Antonino, un libro che parla della diversità e della fatica di portarsi dietro e dappertutto il nostro personale “pentolino”. Il libro è una metafora efficace e intelligente di una difficoltà, una diversità che non si riesce a comprendere e può diventare motivo di esclusione da parte degli altri. Ecco perchè viene messa in evidenza la meraviglia della resilienza psicologica, come capacità straordinaria che ha l’essere umano di superare le difficoltà e risanare i traumi subiti.
Il ‘pentolino’ può essere qualsiasi cosa, può essere un trauma, una fatica, una disabilità, un lutto, un evento che ci ha cambiati e che ci trasciniamo dietro. Ed è proprio una fatica! Perchè si incastra dappertutto! Proprio come il pentolino di Antonino, un giorno gli è caduto in testa e non se ne è più andato. Lui è un ragazzino in gamba, sensibile, con grandi doti artistiche, ma le persone vedono solo quel suo pentolino. In più il pentolino gli da fastidio,non gli permette di essere al passo con gli altri e deve fare molta più fatica per ottenere gli stessi risultati. Ma di questo nessuno se ne accorge. Vedono solo il pentolino. Ad Antonino non resta perciò che chiudersi in se stesso, nascondendosi sotto il suo pentolino.
Un giorno però, arriva qualcuno che riesce a guardare oltre, e così gli insegna a convivere con la sua difficoltà. Le illustrazioni essenziali di Isabelle Carrier raccontano i meccanismi perversi e pesanti che si innescano nella mente del bambino di fronte ad una difficoltà (piccola o grande che sia) e le conseguenze psicologiche e sociali che comportano. Ma mostrano anche una via d’uscita, l’intervento di un adulto attento e delicato, che valorizza, non giudica, e stimola nel bambino la voglia di affrontare le proprie difficoltà e valorizza le sue capacità.
In realtà Antonino è ognuno di noi. Tutti noi abbiamo il nostro personale pentolino che ci trasciniamo dietro e ci complica la vita. Magari abbiamo provato a nasconderci sotto anche noi, oppure siamo diventati il pentolino stesso… però abbiamo imparato a farlo diventare parte di noi, ci siamo magari saliti sopra e l’abbiamo usato come scalino per raggiungere qualcosa che è più in alto. L’importante è che smetta di essere un ostacolo, ma diventi una nostra unicità.
Quale libro migliore per educare i bambini alla resilienza, alla comprensione di ciò che può risultare agli occhi diverso, se non questo piccolo capolavoro?
Martina