Il cestino dei tesori, ideato dalla psicopedagogista britannica Elinor Goldschmied, è una proposta molto diffusa all’interno dei servizi educativi e facilmente riproducibile a casa.
Solitamente la proposta è indirizzata a bambini piccoli (6/12 mesi) che riescono a stare seduti affinché possano utilizzare le mani per esplorare e manipolare il contenuto del cesto. Durante questo periodo il bambino è molto curioso su ciò che lo circonda, afferra gli oggetti e li porta alla bocca per scoprirli. L’espediente del cestino dà la possibilità di esplorare e conoscere tanti oggetti nuovi che stimolano la curiosità e lo sviluppo dei cinque sensi.
Per realizzare un cestino dei tesori è necessario procurarsi un cesto o un qualunque contenitore in grado di contenere diversi tipi di oggetti; è utile che i bordi del cesto non siano eccessivamente alti in modo tale che il bambino possa vedere il suo contenuto. Gli oggetti da porre al suo interno possono essere oggetti di uso comune, che hanno la caratteristica di essere non strutturati, ovvero tutti quei materiali che non hanno un uso predefinito ma possono essere utilizzati ed esplorati in modi differenti. Tali materiali possono essere : pigne, legnetti, conchiglie, diversi tipi di stoffa, sonagli, mollette del bucato, mazzi di chiavi, anelli in legno delle tende, pennelli da barba, portauova, formine per biscotti, etc.

I bambini hanno la possibilità di sedersi di fronte al cesto ed esplorare liberamente gli oggetti che preferiscono, possono toccarli, scuoterli, annusarli, portarli alla bocca e organizzare e abbinare tra di loro i diversi materiali. Nel momento in cui si esaurisce l’interesse per un oggetto possono prenderne un altro dando vita a nuove combinazioni. Se il cesto viene fatto accuratamente e prestando attenzione agli interessi dei bambini, i tempi di attenzione durante il gioco sono molto lunghi.
Francesca