Uno dei temi caldi che da sempre preoccupa i genitori e gli educatori riguarda i morsi, sia nel caso in cui si diano sia in cui si ricevano.
Spesso si tende a dimenticare che nei bambini così piccoli il morso non viene usato in modo intenzionale per ferire e fare del male. Al contrario è una modalità che molti bambini adoperano per poter esprimere la propria frustrazione, rabbia, insoddisfazione e disagio.
Gli adulti, sovente, tendono ad interpretare questo gesto come un segno di aggressività, un campanello d’allarme per un comportamento che difficilmente riusciranno a sradicare e che col tempo andrà solo peggiorando. Al contrario di come viene spesso interpretato tale gesto rappresenta una normale tappa dello sviluppo infantile nella quale la maggior parte dei bambini transita.
I morsi diventano, quindi, un modo per comunicare e per esprimere emozioni e sensazioni molto forti le quali non riuscirebbero ad esprimere diversamente se non attraverso il proprio corpo poiché non hanno ancora una buona padronanza del linguaggio che gli permetta di esprimersi verbalmente.
È utile che i genitori o gli educatori prestino attenzione e osservino maggiormente quali possano essere i fattori e gli eventi che portano i bambini a rispondere con un morso onde evitare che si ripetano con frequenza.
Al nido non è sempre facile per gli educatori comunicare tali gesti, sia alle famiglie del bambino che ha ricevuto il morso, quanto alle famiglie del bambino che ha morso. Queste ultime potrebbero sentirsi in colpa e inadeguate nel loro ruolo, è quindi necessario rassicurarle del fatto che si tratta di una fase temporanea dello sviluppo, mentre per le famiglie del bimbo morso è comprensibile la preoccupazione e una forte reazione emotiva ma è utile spiegare loro che è una modalità dei bambini di manifestare le loro emozioni e che non è fatta con l’intenzionalità di “ferire” l’altro.
Francesca