… La passione nasce dalla terra stessa tra le mani infangate dei più piccoli, viaggia lungo maniche sporche di erba e arriva diritta al cuore.
Richard Louv
L’ambiente esterno è potente e lo stare in natura offre un’infinità di possibili esperienze. Negli ultimi anni sono nate molteplici pratiche educative e pedagogiche che valorizzano l’ambiente come spazio privilegiato, come l’Asilo nel Bosco di Paolo Mai e Giordana Ronci, il Comitato Promotore per l’Educazione in Natura e tante altre esperienze raccontate e valorizzate dalla Rete nazionale delle scuole pubbliche all’aperto. Il 30 Maggio l’associazione Biella Cresce ha organizzato un convegno “Fare scuola all’aperto” particolarmente interessante che dimostra quanto fermento ci sia attorno a questo tema.
Elemento caratterizzante di questi modelli educativi è il rapporto quotidiano con la natura. Educare in natura significa lasciarsi sorprendere, meravigliare, saper cogliere l’imprevisto come opportunità e sperimentare il valore dell’attesa.
Perché scegliere di educare all’aperto?
“Il bambino ha diritto a sporcarsi, a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, l’acqua. Ha diritto a costruire un rifugio-gioco, ad avere alberi sui cui arrampicarsi, canneti in cui nascondersi”.
Gianfranco Zavalloni
L’ambiente esterno è spazio dell’avventura e luogo delle possibilità, nel quale il bambino è libero di maturare conoscenze, competenze e abilità attraverso esperienze concrete. Utilizzando ciò che la natura mette a disposizione il bambino può seguire i propri interessi, intuizioni e curiosità.
Stare in natura migliora il benessere psico-fisico e socio-emozionale: offre la possibilità di muoversi e di sviluppare i sensi, migliora lo sviluppo cognitivo e relazionale e promuove la salute.

Stare all’aperto favorisce il gioco spontaneo, la relazione con gli altri bambini e il rispetto e la cura per l’ambiente. Ma non solo, consente di misurarsi con il rischio, di provare il gusto della scoperta e di dare spazio alla fantasia.
L’immersione in contesti naturali offre l’opportunità ai bambini di rallentare, vivere un tempo disteso del quale il bambino ha un grande bisogno, oggi più che mai.
L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci ha messi di fronte alla necessità di rivedere i modelli educativi dei nostri servizi e di costruire scenari futuri che garantiscano il benessere dei nostri bambini, e se il punto di partenza fosse portare l’educazione fuori, cosa stiamo aspettando?
Silvia