“Non è importante l’oggetto finito ma il percorso che il bambino fa per arrivare allo stesso.”
Bruno Munari
È comune la consuetudine di proporre ai bambini la creazione di piccoli “lavoretti” da poter portare a casa per donarli ai propri familiari. Questi “lavoretti” vengono prestabiliti dagli adulti e portano alla realizzazione di oggetti uguali tra di loro che non lasciano emergere l’individualità di ciascun bambino e che spesso vedono l’intervento dell’adulto per realizzare un prodotto finito ed esteticamente piacevole. I lavoretti non permettono a ciascuno di esprimersi ma tendono a condurre i bambini a conformarsi ad uno standard, imposto dall’adulto, ritenuto l’obiettivo da raggiungere. Quest’impossibilità di esprimersi liberamente, di pensare con la propria testa, non permette di incentivare la creatività in ognuno di essi, al contrario fa sì che ci adegui temendo di commettere degli errori.
L’adulto, quindi, molto spesso rischia di concentrarsi sul prodotto senza riflettere su i rischi che questo comporta e senza dare la minima importanza al processo. Con i lavoretti ciò che si perde di vista è che non vi è un modo giusto o sbagliato di usare i materiali, possono essere usati come i bambini reputano più opportuno in quanto non vi è un fine specifico da raggiungere. A tal proposito il processo rappresenta una sorta di cammino che ne evidenzia l’importanza, in quanto non conta la realizzazione di qualcosa di predefinito. In questo cammino che il processo permette di compiere, il bambino è libero di compiere le proprie scelte in autonomia, sperimentando, esplorando ed esprimendo se stesso. Non occorre fornire idee e preconcetti che fanno parte del pensiero adulto, poiché i bambini si costruiscono da sé esplorando liberamente secondo i propri tempi e bisogni.
Francesca