Educare all’aperto

… La passione nasce dalla terra stessa tra le mani infangate dei più piccoli, viaggia lungo maniche sporche di erba e arriva diritta al cuore.

Richard Louv

L’ambiente esterno è potente e lo stare in natura offre un’infinità di possibili esperienze. Negli ultimi anni sono nate molteplici pratiche educative e pedagogiche che valorizzano l’ambiente come spazio privilegiato, come l’Asilo nel Bosco di Paolo Mai e Giordana Ronci, il Comitato Promotore per l’Educazione in Natura e tante altre esperienze raccontate e valorizzate dalla Rete nazionale delle scuole pubbliche all’aperto. Il 30 Maggio l’associazione Biella Cresce ha organizzato un convegno “Fare scuola all’aperto” particolarmente interessante che dimostra quanto fermento ci sia attorno a questo tema.

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Essere educatori

“Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?” Luigi Pirandello

Quello del Coronavirus è un tempo che scorre lento, tuttavia per molti si tratta di un tempo fecondo. Idee, intuizioni e riflessioni … ed io non potevo fare a meno di ripensarmi e ripensare alla mia professionalità.

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Materiali naturali

” A molti bambini di questa età, invece, vengono proposti quotidianamente gli stessi giocattoli. La persistenza di uno stesso materiale non può stimolare il bambino a mantenere vivo l’interesse, né tanto meno soddisfare la viva e instancabile curiosità che ha per il mondo che lo circonda, di cui è ogni volta più consapevole”. (Goldschmied, 2000).

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Ambientamento al nido

Inizia un nuovo anno ricco di aspettative ed emozioni, c’è chi ritorna al lavoro, chi tra i banchi di scuola e chi inizia per la prima volta un nuovo percorso, in un ambiente tutto nuovo, con persone che ancora non conosce. A tal proposito vorremmo parlare un po’ dell’ambientamento, di cosa comporta non solo per il bambino ma anche per i genitori.

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Il ruolo dell’educatore nel gioco del bambino

Lo sguardo attento e rassicurante dell’educatore dà valore al gioco ed indirettamente lo promuove. L’educatore si pone come osservatore partecipante poiché assume un atteggiamento di disponibilità emotiva e di attenzione mirata che lo rendono presente, senza interferire nel gioco del bambino, alternando momenti di partecipazione a momenti in cui si tira indietro nel ruolo di spettatore. 

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“Facciamo finta di …” – Il gioco simbolico

Il gioco ha un ruolo importantissimo nello sviluppo cognitivo, affettivo e sociale del bambino, attraverso il quale scopre, sperimenta il mondo e gli ambienti che lo circondano. Dall’età di 2 anni  nel bambino inizia a sorgere la capacità di rappresentazione mentale: immagina situazioni, azioni e oggetti non presenti in quel momento ma che ha vissuto nella sua quotidianità proiettandoli attraverso la fantasia. Nello spazio tra realtà e fantasia nasce il gioco del “far finta”: il gioco simbolico o gioco di ruolo.

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