Inizia un nuovo anno ricco di aspettative ed emozioni, c’è chi ritorna al lavoro, chi tra i banchi di scuola e chi inizia per la prima volta un nuovo percorso, in un ambiente tutto nuovo, con persone che ancora non conosce. A tal proposito vorremmo parlare un po’ dell’ambientamento, di cosa comporta non solo per il bambino ma anche per i genitori.
Con il termine ambientamento, utilizzato all’interno del nido, s’indica il processo attraverso cui il bambino e l’ambiente si adattano l’uno all’altro. Si parla di ambientamento piuttosto che d’inserimento in quanto il bambino viene visto nell’ottica di “bambino competente” e quindi non più come un essere passivo che viene inserito in un contesto adattandosi a questo, quanto invece come un individuo dotato di competenze e risorse che mette in atto per adattarsi e adattare l’ambiente nuovo in cui si trova.
Il concetto di ambientamento è molto complesso in quanto tiene in considerazione i diversi elementi che interagiscono tra di loro e si influenzano l’uno con l’altro. L’ambientamento implica una transizione molto complessa dal punto di vista emotivo e l’intensità con cui viene vissuta è molto soggettiva. Questo periodo di transizione è il tempo necessario ai genitori, ai bambini e agli educatori per conoscersi e integrarsi all’interno di un’ambiente fatto di spazi, tempi e relazioni.
Durante questo periodo il bambino vive un forte cambiamento nella propria vita poiché affronta un distacco dai genitori per ritrovarsi in un nuovo contesto e con nuove figure. Anche i genitori si trovano a vivere forti emozioni durante questo percorso, in quanto oltre a dover dar sostegno al proprio bambino devono gestire le proprie emozioni, i dubbi, le paure, la fiducia, i sensi di colpa e le perplessità riguardo la scelta di iscrivere il proprio figlio in un servizio educativo per la prima infanzia.
E’ necessario “dare” e “darsi” tempo per vivere serenamente questo nuovo percorso.
Francesca