Émile Jadoul
età di lettura: 3 anni
La semplicità, l’originalità, la freschezza e la giocosità delle immagini presenti nel libro strappano leggere e dolci emozioni. Il libro è piccolo e quadrato; già dalla copertina si anticipa il curioso contenuto e l’essenzialità delle illustrazioni.

Al piccolo Gastone, il bambino protagonista, è successo un qualcosa di incredibile: un giorno si è ritrovato un buffo uccellino sulla testa. Il bambino le prova tutte, un pò per gioco, un pò per curiosità, ma l’uccellino non vola via. Gastone decide di accettare la sua presenza, conduce ogni attività con lui, finché non si accorge che nessuno dei suoi amici vede il suo nuovo amico. Come mai? E com’è arrivato questo uccellino sulla testa di Gastone? L’uccellino si è posizionato sulla testa del protagonista quando l’educatrice per nulla gentile l’ha rimproverato, apostrofandolo con la dicitura ‘cervello da uccellino!’.
Il libro presenta illustrazioni minute posizionate al centro della pagina, su uno sfondo bianco. Tenere, pulite, delineate dal tratto del carboncino, presentano colori tenui, che risaltano il giallo acceso dell’uccellino, in modo tale che i bambini concentrino l’attenzione sul piccolo animaletto, e non lo perdano di vista.
Il racconto pagina dopo pagina mostra con leggerezza il mondo ingenuo e fantasioso dei bambini. Prendendo tutto alla lettera, spesso non riescono a comprendere le metafore ma fanno ogni cosa reale, in un mondo, dove tutto può accadere. Per i bambini non esiste confine tra realtà e fantasia, nel loro territorio ogni cosa può realizzarsi, anche la più assurda. Ogni bambino inoltre possiede un universo a sé, simbolico, ma vero come il più vero dei giochi, inaccessibile agli altri, salvo che non sia lui a renderli partecipi. L’uccellino è infatti solo di Gastone, agli altri la visione è oscurata, perché è frutto della sua immaginazione.
La riflessione condotta sul ruolo dell’adulto e sulle potenzialità e conseguenze della parola da lui espressa, mi ha portato ad inserire il libro nella lista che si sta sviluppando. Il ruolo della parola dell’adulto è determinante: in modo tenue e ironico Jadoul mostra quanto sia importante far attenzione al linguaggio da utilizzare durante un dialogo con i bambini. Quando si vuole promuovere lo sviluppo positivo del bambino all’interno del nido non è solamente necessario predisporre attività o spazi, ma il supporto affettivo, verbale e non verbale dell’educatrice ricopre un ruolo centrale nel processo di mentalizzazione del bambino. La comprensione, il prendersi cura dei sentimenti dei bambini attraverso i gesti di cura, di affetto, così come attraverso una narrazione o un commento verbale, permettono l’aumento di una conoscenza intrapersonale e interpersonale.
Martina