“Facciamo finta di …” – Il gioco simbolico

Il gioco ha un ruolo importantissimo nello sviluppo cognitivo, affettivo e sociale del bambino, attraverso il quale scopre, sperimenta il mondo e gli ambienti che lo circondano. Dall’età di 2 anni  nel bambino inizia a sorgere la capacità di rappresentazione mentale: immagina situazioni, azioni e oggetti non presenti in quel momento ma che ha vissuto nella sua quotidianità proiettandoli attraverso la fantasia. Nello spazio tra realtà e fantasia nasce il gioco del “far finta”: il gioco simbolico o gioco di ruolo.

Il gioco simbolico è stato analizzato dallo psicologo Jean Piaget e permette al bambino di vedere oltre alle cose, di trasformare oggetti per farli diventare parte del suo gioco: una scatola di cartone può diventare una casa, un mestolo da cucina una bacchetta magica.

Fondamentale nel gioco simbolico è l’imitazione, attraverso di essa il bambino impara e interpreta chi o cosa in quel momento desidera essere: un capostazione, un cantante, un maestro o un dottore; poco importa perché in quell’istante il bambino è completamente immerso nel gioco e questo favorisce lo sviluppo di diverse capacità come il linguaggio, la socializzazione e l’espressività corporea.

Il bambino può decidere di giocare sia da solo che con altri bambini, in questo ultimo caso si condividono e si mettono in scena situazioni e si assegnano ruoli: “ facciamo finta che io sono il parrucchiere e tu sei la bambina che viene a tagliare i capelli …”. Spesso ad essere messe in scena sono esperienze che il bambino ha vissuto in prima persona, momenti che rivive e rielabora così come sono accadute, altre volte viaggia con l’immaginazione e arricchisce il gioco con aspetti creativi e fantasiosi.

Al nido è un gioco fortemente presente, nella sezione infatti si creano dei veri e propri angoli dedicati al gioco simbolico: l’angolo della cucina ( con frutta, verdura, piatti, bicchieri  e stoviglie varie), l’angolo dei travestimenti ( con indumenti messi a disposizione per fingersi dei supereroi o delle principesse) o ancora l’angolo dedicato alla cura delle bambole ( con le culle, bavaglini e  biberon). Questi angoli possono integrarsi tra loro: si può osservare così un bambino che fa sedere una bambola su una sedia in cucina e gli da mangiare fingendosi il papà.

L’adulto dà valore al gioco del bambino e ne riconosce l’importanza: può limitarsi ad osservarlo oppure può incentivarlo. Il bambino impara giocando con un adulto che condivide il suo gioco e il piacere che ne deriva e lo sostiene senza ostacolare o prevaricare.

Roberta

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